#bodypositivity

Trend30/05/2019

Basta con la finta perfezione, la pubblicità valorizza i “difetti”

Sul sito di H&M la differenza era di quelle che si notano subito: al posto delle solite silfidi con addominali scolpiti e fianchi della 36, una ragazza in carne, morbida, con un filo di pancetta e nessuna sindrome da gym addicted. Oltre 800.000 like in 24 ore: questo il risultato. “Finalmente una donna reale”, si leggeva tra i tanti commenti fioccati sui social. Ci si prova, ogni tanto, fra modelle curvy e nasi imperfetti, a scalfire la cultura di photoshop e di pelli levigate, capelli da copertina, corpi che sembrano scolpiti con lo scalpello del Canova. Anche Primark ha mandato in scena la modella Lucy Knell, super curvy, insieme a Symone Lu, splendida ragazza nera senza un incisivo.

Tutto questo corrisponde a una corrente molto viva sul web, raccolta sotto l’hashtag #bodypositivity, ovvero sentirsi bene anche in un corpo non perfetto. Ma certo più vero. Gucci è andato oltre, prendendo la nuova icona punk newyorkese Dani Miller con i suoi denti radi e scomposti e rendendola protagonista della nuova campagna di rossetti del brand. Del resto, già Giorgio Armani aveva scelto come musa Antonia dell’Atte, personaggio carismatico dai lineamenti tutt’altro che perfetti. Perché la realtà non è fatta di visi stereotipati, è fatta di persone normali.

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